Un cantiere che esiste contemporaneamente nel mondo reale e in quello digitale. Non si tratta più di un concetto futuristico, ma di una tecnologia che sta trovando applicazioni sempre più concrete nel settore delle costruzioni.
Parliamo del Digital Twin, letteralmente “gemello digitale”: una rappresentazione virtuale di un edificio, di un’infrastruttura o di un intero cantiere che può essere aggiornata attraverso i dati raccolti direttamente sul campo.
Droni, rilievi fotogrammetrici, scanner LiDAR e modelli BIM permettono oggi di creare rappresentazioni tridimensionali estremamente dettagliate e, soprattutto, di seguirne l’evoluzione durante le diverse fasi dei lavori.
Il principio alla base del Digital Twin è relativamente semplice: trasformare ciò che esiste fisicamente in informazioni digitali misurabili e consultabili.
Un drone può sorvolare periodicamente il cantiere raccogliendo centinaia o migliaia di immagini. Attraverso la fotogrammetria queste informazioni possono essere elaborate per ottenere ortofoto, nuvole di punti e modelli tridimensionali dell’area.
Quando è necessaria una ricostruzione geometrica particolarmente dettagliata, entra in gioco anche la tecnologia LiDAR, capace di misurare le distanze attraverso impulsi laser e generare milioni di punti nello spazio.
Il risultato è una rappresentazione digitale estremamente dettagliata dello stato reale dell’opera.
La differenza più importante rispetto a un normale modello tridimensionale è che il Digital Twin può evolvere insieme al cantiere.
Immaginiamo, ad esempio, un edificio in costruzione.
Viene effettuato un primo rilievo durante le fasi iniziali. Dopo alcune settimane il drone torna sul posto ed esegue una nuova acquisizione. Lo stesso processo può essere ripetuto durante le diverse fasi dell’opera.
In questo modo diventa possibile creare una vera e propria cronologia digitale del cantiere, confrontando ciò che era presente in una determinata data con la situazione attuale.
Un sistema particolarmente interessante per interventi complessi o cantieri che si sviluppano nell’arco di molti mesi.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’integrazione tra rilievo della realtà e BIM – Building Information Modeling.
Da una parte abbiamo il modello progettato. Dall’altra abbiamo ciò che il drone e gli strumenti di rilievo stanno osservando realmente in cantiere.
Sovrapponendo e confrontando queste informazioni è possibile supportare tecnici e progettisti nella verifica dell’avanzamento dell’opera e nell’individuazione di eventuali differenze rispetto a quanto previsto.
Il cantiere non viene quindi documentato solamente attraverso fotografie e relazioni, ma attraverso informazioni spaziali e tridimensionali consultabili nel tempo.
In questo scenario il drone non è semplicemente una telecamera volante.
Diventa una vera e propria piattaforma di acquisizione dati.
A seconda della strumentazione utilizzata può raccogliere fotografie ad alta risoluzione, informazioni georeferenziate, dati termografici o scansioni LiDAR.
Queste informazioni possono successivamente essere elaborate e integrate all’interno dei sistemi utilizzati da progettisti, tecnici e responsabili del cantiere.
Ed è proprio l’unione di tecnologie diverse a rendere particolarmente interessante il concetto di Digital Twin.
Drone, fotogrammetria, LiDAR e BIM non lavorano più come strumenti separati, ma possono diventare parti dello stesso processo digitale.
C’è poi un vantaggio che spesso viene sottovalutato: la possibilità di conservare nel tempo una documentazione estremamente dettagliata dell’opera.
Durante una costruzione molti elementi vengono progressivamente coperti o diventano difficilmente accessibili.
Impianti, strutture, coperture e lavorazioni possono essere documentati nelle diverse fasi, creando un archivio digitale utile anche successivamente alla conclusione del cantiere.
A distanza di anni, poter consultare lo stato dell’edificio durante una determinata fase costruttiva può rappresentare un supporto importante durante manutenzioni, modifiche o nuovi interventi.
L’obiettivo della tecnologia non è sostituire l’esperienza delle persone che lavorano nel settore.
È fornire loro informazioni migliori.
Disporre di una rappresentazione aggiornata del cantiere significa poter analizzare determinate situazioni senza necessariamente essere fisicamente presenti in ogni punto dell’opera, documentare l’avanzamento dei lavori e condividere informazioni visive molto più precise tra impresa, progettisti e direzione lavori.
Significa inoltre poter tornare indietro nel tempo e verificare come si presentava una determinata area del cantiere settimane o mesi prima.
Il Digital Twin rappresenta bene la direzione che sta prendendo il settore delle costruzioni.
Il cantiere fisico rimane naturalmente il centro di tutto, ma attorno ad esso sta nascendo una quantità crescente di informazioni digitali.
Rilievi con drone, fotogrammetria, LiDAR, termografia, BIM e sistemi di monitoraggio stanno progressivamente convergendo verso un unico obiettivo: conoscere con maggiore precisione ciò che sta realmente accadendo in cantiere.
Per un’impresa edile significa poter affiancare all’esperienza maturata sul campo strumenti capaci di migliorare il controllo, la documentazione e la gestione delle lavorazioni.
Il futuro dell’edilizia non sarà quindi solamente fatto di nuovi materiali e nuove tecniche costruttive.
Sarà anche la capacità di creare un collegamento sempre più preciso tra ciò che viene progettato, ciò che viene costruito e la sua rappresentazione digitale.
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